Come è cominciato tutto
Chi sono e perché sono qui in meno di 500 caratteri
Ciao, sono Odile. La longevità sta rimodellando la società, le organizzazioni e i secondi 50 anni delle nostre vite. Ci sono enormi opportunità a tutti i livelli. Poiché ho riflettuto e scritto su questo argomento per un decennio, sento di essere in una buona posizione per accelerare il cambiamento necessario. Così, ho deciso di diventare una longevity empowerment coach.
Cos’è una longevity empowerment coach?
Non so se sia una professione, di uno stato d’animo, di un’aspirazione o di un’ispirazione, ma mi sembrava un buon nome per qualcuno che desidera aiutare individui e organizzazioni a orientarsi nella longevità e a sfruttarla al massimo.
L'invecchiamento deve cambiare
I miei due cents
Idee chiave
1.
Sebbene l’invecchiamento sia cambiato profondamente, e in meglio, negli ultimi 30-40 anni, la nostra società si è rivolta contro di esso. Nell’era della longevità, siamo paradossalmente ossessionati dalla giovinezza e associamo l’invecchiamento quasi esclusivamente a tratti negativi (ad esempio, declinio, fragilità). Questi tipi di profezie sono pericolose perché tendono a auto-avverarsi. DOBBIAMO CAMBIARE IL NOSTRO MODO DI VEDERE L’INVECCHIAMENTO.
2.
Molte persone vedono ancora la pensione come una meta finale piuttosto che l’inizio di un viaggio verso il raggiungimento di uno scopo e la realizzazione di chi eravamo destinati a essere. Nell’era della longevità, le persone trascorreranno 20-30 anni in pensione, molti dei quali in buona salute.
DOBBIAMO RENDERE LA PENSIONE UNO STADIO GRATIFICANTE DELLA VITA.
3.
Ci sono poche aspettative riguardo al potenziale contributo e persino alla partecipazione dei pensionati alla società, al di là dell’aiuto non retribuito e del supporto finanziario alle loro famiglie e, naturalmente, della spesa di denaro per alimentare la cosiddetta silver economy. La pensione è vista come una fase in cui ci si ritira da un ruolo attivo nella società, come suggerisce la parola stessa. La partecipazione degli anziani alla società (definita come il fare almeno una delle seguenti attività: lavorare, studiare, fare volontariato e servizi alla comunità) non è né incoraggiata né supportata a sufficienza. DOBBIAMO INCORAGGIARE LA PARTECIPAZIONE DEI PENSIONATI ALLA SOCIETA’.
4.
Poiché di solito rispecchiano la società, le organizzazioni sono spesso giovaniliste, non contrastano la creazione di barriere tra le generazioni (a volte le creano, perfino) e tollerano l’ageismo implicito (a volte anche esplicito).
LE ORGANIZZAZIONI DOVREBBERO INCORAGGIARE LE SINERGIE INTERGENERAZIONALI E GARANTIRE AMBIENTI DI LAVORO PRIVI DI AGEISMO.